MUSEO di SANTA FILIPPA MARERI
BORGO SAN PIETRO di Petrella Salto (Rieti)

Orario apertura
8,30-12,30 e 16,00-18,00
Ingresso libero
tel. 0746/558134


Il Museo di “S. Filippa Mareri” raccoglie parte dei reperti, dei documenti e dei ricordi dell’antico Monastero di San Pietro de Molito, fondato dalla Baronessa Santa nel 1228 ed abbandonato perché sommerso nel 1940, insieme al centro antico di Borgo S. Pietro, dalle acque del lago artificiale del Salto.

Le Suore hanno voluto che importanti testimonianze storiche del Cicolano venissero non solo conservate come è avvenuto per secoli, ma anche esposte all’ammirazione dei fedeli e alla vista degli studiosi di storia, diplomatica, sfragistica, arti locali e artigianato.

Il Museo, realizzato all’interno del nuovo Monastero, è stato inaugurato nel 1977 (progetto architettonico dell’arch. Renato Ales) ed è stato ampliato e completamente rivisto nell’allestimento nel 2000.

Il nuovo allestimento, curato dagli archh. Francesco Melaragni e Marina Campagna, propone gli oggetti e i reperti sopravvissuti e conservati (già selezionati dal dott. Vinicio Biondi e restaurati dal maestro Domenico Santarelli) secondo una chiave di lettura simbolica e suggestiva e in tre momenti tematici pregnanti.

Il primo, che da inizio al percorso di visita, vuole rievocare al visitatore l’architettura dell’antico monastero di San Pietro de Molito, non solo attraverso immagini grafiche e fotografiche, ma soprattutto attraverso la suggestione dei frammenti decorativi rimasti (capitelli, formelle, cornici, stemmi, mascheroni, campane dei secc. XII-XVIII) e dell’imponente portone ligneo a formelle di Maestro Giacomo di Bernardino del 1511.

L’antico portone ligneo invita simbolicamente, insieme a tre antichi bauli da corredo del XVII sec in cuoio decorato appartenuti alle clarisse, al viaggio indietro nel tempo e nella memoria alla scoperta, attraverso gli oggetti, di quella che era la vita di “preghiera” e la vita di “lavoro” nell’antico monastero: il secondo e terzo momento tematico del museo.

Due volumi-vetrina, piccole architetture all’interno dell’involucro architettonico, rievocano la prima, piccola e mistica cappella, la vita di preghiera delle clarisse, custodendo in particolare gli arredi e gli oggetti sacri (secc. XVII-XVIII) della chiesa monastico-parrocchiale di San Pietro de Molito, alcuni paramenti sacri (secc. XVII-XVIII), e poi una pregevole statua lignea di madonna (sec. XIV-XV), una statua lignea di Santa Filippa (arte abruzzese sec.XV), le grate in ferro battuto, dalle quali le clarisse assistevano alle funzioni religiose, una Croce astile del 1550, la seconda, con una teoria di profonde bucature, come celle delle clarisse, la vita domestica e di lavoro del monastero, dedita alla tessitura, alla filatura, alla farmacia, custodendone gli utensili e gli oggetti di uso domestico (secc. XIII-XIX), testi, ricettari e gli strumenti della farmacia (secc. XVI-XIX), gli attrezzi per la filatura e la tessitura.

Testi notevoli di liturgia, ascetica, angiografia, medicina e scienze varie possono infine essere ammirati nella sezione antica della biblioteca monastica, mentre importanti pergamene risalenti al sec. XII (bolli papali, atti notarili, manoscritti, codici miniati) nell’Archivio, che occupano spazi specifici e a se stanti all’interno del Monastero.

 
 Reperti decorativi dell'antico Monastero.
 Pietra tombale del notaio Borghigiano, Giovanni Lutta,
 vissuto dal 1324 al 1400, situata nell'antica chiesa.
 Lapide commemorativa della ricostruzione e  riconsacrazione del duecentesco tempio di S.Pietro
 De Molito, effettuata nel 1751da Mons. Domenico
 Antonio  Brizi, Borghigiano, Vescovo dei Marsi.
 Particolare di casse rivestite in cuoio, portate in dote
 alle suore, nelle quali venivano riposti i corredi di coloro
 che si monacavano.
 Portone d'ingresso dell'antico monastero, a formelle in
 castagno, (maestro Giacomo di Bernardino, del 1511)
 1 - Secchiello per acqua benedetta, rame sbalzato e  cesellato XVII sec. 2 - Secchiello per acqua benedetta,
 rame martellato XII sec. 3 - Secchiello per
 acqua benedetta, argento, prima metà del XVII sec.
 9 - Lampada, rame argentato e sbalzato, XVIII sec.
 (1765).
 11 - Pisside da viaggio, XVIII sec.
 4 - Cornice per la statua della Madonna e del Bambin
 Gesù, XVIII sec.
 5 - Carta gloria centrale, XVIII sec.
 6 - Carta gloria laterale, XVIII sec.
 13 - Vasetti per olii santi, argento secoli XVII - XVIII.
 14 - Candelabro, rame argentato sbalzato, XVII sec.
 15 - Turibolo, argento, XIX sec.
 16 - Ostensorio, bronzo fuso dorato, XVIII sec.
 Serie di calici, a partire dalla metà del XVII sec.
 al XVIII sec.
 Urna - reliquiario , legno, vetro, bronzo dorato e
 argentato, XIX sec.
 Paramenti sacri.
 La vita monastica: la tessitura; il ricamo.
 La vita monastica: flagelli e cilici in piastre di ferro,
 filo di ferro e corda di canapa, usati dalle suore come
 strumenti di penitenza
 Cassetta per fili e strumenti, legno e tessuto;
 vari strumenti per il  ricamo e la tessitura, legno e ferro;
 per la filatura, arnese per intagliare stoffa con motivo
 floreale.
 La vita monastica: arnesi per la preparazione degli
 azzimi (ostie).
 La vita monastica: abiti sacri in seta pura, ricamati a
 mano con filo di seta e argento (XVIII sec.), usati per
 vestire la statua della Madonna del Rosario.
 La vita monastica: ceramiche varie, tabaccherie in
 avorio e radica di noce (XVIII sec.).
 Tombolo per la lavorazione del merletto a fuselli;
 ferri da stiro in ferro, artigianato locale;
 contenitori per vetri colorati a pigmento in polvere.
 Santa Filippa Mareri, legno intagliato, arte abruzzese,
 XVII sec.
 Croce astile, argento e bronzo su armatura lignea, arte
 abruzzese, autore ignoto 1550.
 Madonna, legno policromico, arte aquilana, XIV sec.
 Bambino Gesù, legno policromico, XVIII sec.
 Madonna con Bambino Gesù, legno policromico e
 abito in seta e filo d'argento, manifattura locale,
 XVIII sec.
 Base di un pozzo idrico.
 Crocefissione, olio su tela, dimensioni cm 80x66,
 di Giorgio de Chirico.
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