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Giacomo Caprioli 

Appunti biografici

 Giacomo Caprioli nacque nel 1885 a Capradosso di Petrella Salto da una modesta famiglia di possidenti coltivatori diretti.Intorno all’età di dieci anni fu mandato a studiare in un collegio francescano presso Monteleone Sabino e proseguì i suoi studi in altre strutture monastiche dello stesso ordine (Bagnorea, Artena, Frascati e Cittaducale).
 Ricevette quindi una formazione culturale tipica dei conventi francescani, studiando, in modo particolare, le lingue classiche e la letteratura italiana senza però mai completare un regolare corso di studi superiori.
 Dal 1903 al 1905 svolse servizio militare, nel 1912 venne richiamato in seguito allo scoppio della guerra libica, e poi dal 1914 al 1919, durante la prima guerra mondiale, venne inviato sul fronte tridentino nell’ 82° fanteria.
 Congedatosi nel 1919, cerco di trovare una sistemazione avviando a Roma, con un certo successo, un’attività commerciale d’antiquariato librario, passione che lo accompagnerà anche quando lascerà il commercio per dedicarsi ad un lavoro diverso.
 Nel 1922 sposò Alfonsina Pirani e nel 1924 si trasferì, pur mantenendo il suo lavoro nella Capitale, con tutta la famiglia a Rieti, dove la moglie insegnava lettere presso il liceo.
 La sua molteplicità d’interessi lo portò ad occuparsi anche dei problemi agricoli, sociali, politici del Cicolano e della Sabina, senza mai smettere di studiare la regione sotto i vari aspetti, soprattutto archeologici ed artistici.
 Nel 1929 lavorò nell’Unione provinciale di Rieti della Confederazione fascista degli agricoltori seguendo, in modo particolare, i problemi degli armentari.
 Nel 1933, assunto come ispettore di campagna, alla centrale del latte di Roma, tornò a vivere definitivamente nella Capitale.
 Era un lavoro che lo impegnava molto ma rispondeva pienamente al suo gusto di conoscere palmo a palmo terre, genti, consuetudini, realtà passate e presenti.
 Il suo lavoro anziché ostacolarlo lo facilitò nel conoscere più a fondo il Lazio e la Sabina, continuando a raccogliere reperti e testimonianze storiche e archeologiche che saranno fondamentali per i suoi studi e le sue ricerche.
 Contemporaneamente alla sua attività lavorativa, collaboro come corrispondente locale con “Il Giornale d’Italia” e il “Popolo d’Abruzzo”, scrivendo anche saggi per “Latina Gens” e “Sabina Agricola”.
 Nel 1954 andò in pensione trascorrendo gli ultimi anni della sua vita tormentato da uno stato di salute piuttosto precario.
 La morte sopraggiungerà nel 1959, e lo colse nella sua attività preferita, il disegno, a cui si dedicò non continuamente, ma con interesse ininterrotto, producendo un corpus documentario estremamente vasto.

L’avventura intellettuale

 Giacomo Caprioli archeologo, storico del medioevo con frequentazioni anche nell’età moderna, storico dell’arte e dell’agricoltura, ma anche giornalista e autore di scritti sociali ed economici, e poi anche prolifico disegnatore di paesaggi sabini, di opere d’arte, reperti archeologici, contadini e , come se ciò non bastasse, anche caricaturista.
 Basta spulciare tra le sue schede di lavoro per cogliere in lui un ricercatore attento e fortemente motivato.
 Giacomo Caprioli, un intellettuale di provincia autodidatta, che spinto dalla sua grande curiosità e sostenuto dalla sua elevata intelligenza ci ha lasciato una ricca documentazione, frutto dei suoi studi e della sua approfondita ricerca.
In particolare un’interessante saggio agricolo sulla coltivazione del “guado”, numerosi studi sulla presenza di reperti archeologi nel territorio Sabino e del  Cicolano e tanti suoi disegni che rappresentano i monumenti, i paesaggi e le azioni della vita di quel tempo.
 Sulla figura ed il lavoro di Giacomo Caprioli è stata allestita una mostra nell’anno 1999 a cura dell’Archivio di Stato di Rieti.
Una seconda mostra delle sue opere si è svolta nell’anno 2000 a Petrella Salto, nel Palazzo Maoli, organizzata dall’Amministrazione Comunale.


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